BEAUTIFUL CURIOSITA’ – Adozioni private in USA

Twittamibeautiful ti spiega come avvengono le adozioni private in America

La vicenda di Beth Spencer, la bimba rapita da Reese Buckingham alla nascita e data in adozione a Steffy secondo una metodologia non molto nota da noi, ci ha fatto venire voglia di indagare come funzionano le adozioni private negli Stati Uniti.

L’adozione domestica o adozione domestica privata indica, in USA, l’adozione di un bambino generalmente appena nato: in questo caso è la famiglia del bambino appena nato o che sta per nascere che sceglie la famiglia a cui far adottare il proprio figlio e organizza un piano di adozione con il supporto e la guida di un avvocato o di una agenzia specializzata.

Tale agenzia intermediaria dovrà espletare tutti i servizi o parte dei servizi relativi alla adozione e dovrà essere in regola con licenze e permessi. In sostanza, deve essere tutto legale. In USA, c’è un numero incredibile di agenzie di settore: abbiamo visitato parecchi siti e indagato il modus operandi.

Per quanto concerne i costi, l’adozione privata risulta certamente più costosa rispetto a quella tradizionale (nazionale o internazionale) o rispetto all’affidamento.
Le adozioni internazionali hanno un costo che va dai 30.000 ai 50.000 dollari; gli affidamenti (public foster care) sono pressoché gratuiti, anche se un costo di circa 2.000 dollari è da tenere presente per spese varie.

Le agenzie intermediarie sono quelle che invece richiedono un costo maggiore: 40.000/50.000 dollari. A queste spese, possono aggiungersene altre, di tipo medico. E altre spese a vuoto (circa 2.500 dollari) quando il genitore che vuole far adottare il bambino ci ripensa (sono le cosidette “false partenze”).

Da questa breve panoramica, si evince come la questione dell’adozione privata, nella soap, sia stata trattata in modo un po’ fantasioso: Steffy e Taylor non si sono fatte assistere da un avvocato o da una agenzia, tutto avviene in modo illegale ed anche i costi sono molto gonfiati (250.000 dollari, di cui 50.000 dati in “nero”, senza alcuna garanzia!).

Ovviamente, sappiamo che è una soap, ma ci ha dato lo spunto per indagare su una questione che non conoscevamo! Anche una soap, insomma, può dare spunti… non siamo “massaie” (come qualche giornalista ha voluto dire con spregio sulla carta stampata pochi giorni fa) a cui far ingollare sciocchezze, lobotomizzate davanti allo schermo. Ma persone che sanno godersi una soap, pur facendosi legittime domande e cercando informazioni.