#Bold30 [i trenta anni di “Beautiful”]: Sheila Carter

I vent’anni sono pazzi, ma i trenta sono border: le trame della propria vita acquistano il retrogusto di una follia ancora più inspiegabile di quella post adolescenziale, una pazzia ai confini della realtà, quasi quanto le trame che vivono quelli di Beautifullandia.

“Beautiful” spegne trenta candeline e noi di #TwittamiBeautiful festeggiamo compilando una lista di trenta curiosità, aneddoti e situazioni sui Beautiful-people.

Dopo la sigla, una nuova puntata di questa nuova serie di articoli, diretta da Angelo di #TwittamiBeautiful.

2. SHEILA CARTER

Amo Sheila Carter, infinitamente. La amo quasi più di quanto l’amò Eric.

La sua è una storia di psicopatie disseminate in lungo e largo per varie soap opera.

Dopo aver vinto il concorso da infermiera all’Asl di Genoa City, drogato il marito di Lauren Fenmore [per saxarci insieme] e rapito bambini [per scambiarli nella culla con quelli comprati al mercato del giovedì, a 3 dollari al chilo], Sheila si trasferisce a Beautifullandia, ché altrimenti l’alternativa era far zompare in aria Victor Newman e tutto il cucuzzaro [e allora addio cross-over con quelli di “Febbre d’Amore”!].

Essendo una psycho seriale, riesce a stare quieta giusto il tempo di uno stacco pubblicitario. Poi, si fa assumere come baby sitter di Rick [al posto di Judy, che provvede a mandare sulla sedia a rotelle] e si fa sposare da Eric.

Siccome, però, si annoiava a starsene spiaggiata sul divano di villa Forrester e osservare il consorte giocare a “Gira la moda”, Sheila si inventa passatempi, tipo falsificare test di paternità, rapire gente, infornare Ridge, sparare Taylor [affinché “Sandokan” Omar potesse resuscitarla] e tutto quello che ti puoi aspettare da una con il poster di Charles Manson nella cameretta.

 

[Continua…]

Angelo Iacopino

#TwittamiBeautiful